BLOG: DON. LORENZO MILANI IL PRIORE DI BARBIANA - CERVI GABRIELE VOLONTARIO FORMATORE.

venerdì 4 ottobre 2019

Questo Santo Rosario benedetto, mi fu donato da Papa Giovanni Paolo ll

Questo Santo Rosario benedetto, mi fu donato da Papa Giovanni Paolo ll come riconoscenza delle mie battaglie svolte per dare voce a chi voce non aveva mai avuto: l'infanzia abbandonata in italia.  Al Papa mandai il mio libro diario La Famiglia Negata dove parlavo da ex orfano degli orfanatrofi  italiani  e della loro mala gestione.  il libro si puo' trovare anche online su Issu .

"Dobbiamo avere un'attenzione particolare verso i forestieri, come pure per le vedove, gli orfani e tutti gli scartati dei nostri giorni". Lo ha detto il Papa nella messa per la Giornata del Migrante. "Il Signore ci chiede di mettere in pratica la carità nei loro confronti" e "restaurare la loro umanità, assieme alla nostra, senza escludere nessuno, senza lasciare fuori nessuno".
GUARDA ANCHE: Papa Francesco prega per i migranti: "!Il mio pensiero va agli ultimi" (Corriere Tv)


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"Basta indifferenza verso le vecchie e nuove povertà" - "Come cristiani - ha sottolineato il Pontefice - non possiamo essere indifferenti di fronte al dramma delle vecchie e nuove povertà, delle solitudini più buie, del disprezzo e della discriminazione di chi non appartiene al 'nostro' gruppo. Non possiamo rimanere insensibili, con il cuore anestetizzato, di fronte alla miseria di tanti innocenti. Non possiamo non piangere. Non possiamo non reagire".
"Non possiamo rimanere insensibili, con il cuore anestetizzato, di fronte alla miseria di tanti innocenti. Non possiamo non piangere. Non possiamo non reagire. Chiediamo al signore la grazia di piangere, quel pianto che converte il cuore dinanzi a questi peccati".
"Amare il prossimo significa sentire compassione per la sofferenza dei fratelli e delle sorelle, avvicinarsi, toccare le loro piaghe, condividere le loro storie, per manifestare concretamente la tenerezza di Dio nei loro confronti. Significa farsi prossimi di tutti i viandanti malmenati e abbandonati sulle strade del mondo, per lenire le loro ferite e portarli al più vicino luogo di accoglienza, dove si possa provvedere ai loro bisogni".
I vescovi: "Il Signore ci invita alla solidarietà" - Anche i vescovi invitano alla solidarietà, come ha sottolineato nel suo saluto a Papa Francesco il cardinale Gualtiero Bassetti, presidente della Cei. "Il Signore, con la sua Parola e il suo esempio di amore, ci invita ad essere solidali, a non assecondare le ingiustizie e l'empietà - ha detto -. I poveri che bussano alla nostra porta, i migranti e altri che cercano una vita migliore sono il nostro prossimo nel bisogno".













CASTELVERDE

Arriva dal Texas per 

ritrovare le sue radici

Commovente incontro a Castelverde

 dopo 56 anni: Angelo e Gabriele abbandonati

 da piccolissimi sono stati in

 

orfanotrofio insieme prima di essere 

adottati, l'appello dello statunitense

 per rintracciare i suoi fratelli di sangue

Arriva dal Texas per ritrovare le sue radici

Gioia






Migranti nei pantani burocratici

Migranti nei pantani burocratici



angelo berzaghi, gabriele cervi, robert mangano, pinuccia fieschi
CASTELVERDE (28 settembre 2019) - Dalla terra del Rio Grande alle campagne cremonesi del Po per un lungo abbraccio, mentre i ricordi dell’infanzia, a fatica, riaffiorano. Si erano lasciati da bambini, tutti e due abbandonati dalle rispettive mamme, e si sono ritrovati 56 anni dopo, ormai uomini maturi, ognuno con una propria famiglia. È questa la storia di Gabriele Cervi e Robert Mangano (questo ora il suo nome, all’epoca, quando abitava a San Martino in Beliseto di chiamava Angelo Berzaghi).
Nei giorni scorsi si sono incontrati di nuovo, grazie a Pinuccia Fieschi (anche lei amica d’infanzia). «Io e Angelo abbiamo solo un anno di differenza (63 e 64 anni, ndr) e siamo stati abbandonati all’ospedale a Cremona quando eravamo piccolissimi. Sino all’età di tre anni abbiamo vissuto assieme in orfanotrofio in città, poi il destino ha voluto che le nostre due famiglie affidatarie fossero entrambe a San Martino in Beliseto, frazione di Castelverde. Qui il nostro legame si è rinsaldato e siamo diventati amici. Abbiamo trascorso cinque anni assieme. Fino a quando Angelo, all’età di 8 anni, è stato adottato da una famiglia americana». Da qui il trasferimento in Texas e la perdita di ogni contatto. Il suo nome è stato cambiato in Robert Mangano.
Ma con il passare degli anni e grazie anche ai social, quel filo rosso che ha sempre legato i loro cuori, si è rinsaldato. Angelo, ingegnere in pensione, sposato e con quattro figli e tantissimi nipoti, ha deciso di tornare in Italia per un breve periodo. «Quando ci siamo rivisti stentavamo a riconoscerci, ma l’emozione è stata davvero forte e profonda. Abbiamo parlato delle nostre vite e delle nostre storie. Angelo è venuto in vacanza – spiega Cervi – ma allo stesso tempo è tornato a San Martino alla ricerca delle sue origini». Il texano di adozione infatti sta cercando disperatamente i suoi fratelli e le sue sorelle di sangue. Dovrebbero essere in cinque. «Mi ha chiesto di lanciare un appello per lui. Chi dovesse conoscere qualche discendente della famiglia Berzaghi si metta in contatto con me o con lui».

shinystat.cgi?USER=cervigabriele
L'immagine può contenere: 3 persone, tra cui Gabriele Cervi, persone che sorridono, persone in piedi
‎Gabriele Cervi‎ a Robert Mangano
23 settembre alle ore 02:16 ·
https://issuu.com/gabrielecervi/docs/the_denied_family
CIAO ANGELO
issuu.com
The Denied Family
THE DENIED FAMILYA SOCIAL CRIME DOSSIER and LETTERS TO A…
2Tu e Tiffany Morgan
Gabriele Cervi
25 settembre alle ore 21:18 ·
https://issuu.com/…/issu…/gabrielecervi/docs/famiglia_negata.
https://www.facebook.com/…/a.56600537684…/2414801338636969/…

issuu.com
Famiglia negata - Diario
Le mie battaglie per far chiudere gli orfanotrofi in Italia con ricorso alla…
1Gabriele Cervi
L'immagine può contenere: 2 persone, persone che sorridono, persone in piedi, spazio all'aperto e naturaCiao Angelo amico MIO. — con Robert Mangano presso Laboratori Senza Scopo di Lucro.
Gabriele Cervi si trova qui: Laboratori Senza Scopo di Lucro con Robert Mangano.
23 settembre alle ore 21:03 · Castelverde ·
Ciao Angelo.
L'immagine può contenere: 2 persone, tra cui Gabriele Cervi, persone che sorridono, persone in piedi
2Tu e Robert Mangano
L'immagine può contenere: testo
LUDOPATIA. UN CRIMINE SOCIALE PARTORITO DA UN PARLAMENTO  MALATO, INCAPACE, IMBELLE E IRRESPONSABILE.
Diocesi Di Cremona
· 19 settembre ·
Gabriele Cervi
18 settembre 
avvenire.it
L'agenda dimenticata. Droga e azzardo, grandi assenti
A una settimana dalla fiducia al nuovo governo Conte mancano ancora le…
shinystat.cgi?USER=cervigabriele
ERCHE’ OGGI E’ URGENTE, MOLTO URGENTE, PREGARE PER PAPA FRANCESCO – L’inimicizia, nella propria accezione più semplice, è senza dubbio tra i “fallimenti” dell’uomo e si manifesta molto più frequentemente del comprensibile proprio perché capita che l’indole necessiti, forse per quella natura che comunemente si ingloba nel concetto di ‘carattere’, di imporsi a prescindere, talvolta, persino dalla stessa ragione, bypassando, per indolenza, leggerezza o, meglio ancora, egoismo, l’attenta valutazione dell’altro, dei suoi requisiti, di quei connotati imprescindibili che lo fanno, per l’appunto, “altro”. E nell’indagine di dimensione macrocosmica il “fallimento” – in tal senso – dell’uomo, genera addirittura la “guerra”. Non è necessario che vi siano moventi storici, perché avvenga – e se ve ne fossero, non sarebbero mai proporzionali al danno che ne derivi –: avviene. L’analisi subdola ed ipocrita dei fatti, conduce, da sempre, alla ricerca spasmodica di “questioni per cui”, siano esse politiche, antropologiche, sociali, per nascondere l’odio dietro al dito dell’ovvia legittimità.
È, ahinoi, banalmente scontato che questo genere di dinamica si verifichi tra “fazioni” diverse, in segmenti costretti tra punti di vista dissimili o scuole di pensiero (certamente più à la page e formalmente più signorili), impossibilitati di per sé alla coesistenza. L’opinione, travestita con cenci democratici e straccetti di libertà, diviene, dunque, più forte del rispetto, ponendosi indebitamente alla conduzione del gioco, nella misura in cui la tolleranza si venda per trenta denari in luogo dell’amore…
C’è da chiedersi, tuttavia, cosa accada quando il medesimo, drammatico percorso si compia all’interno della stessa realtà, quando, invece, la “fazione” d’appartenenza è, quindi, la stessa. Non immunizza affatto. Anzi. Da che mondo è mondo.
È grave, dal punto di vista umano, catastrofico per chi è convinto di vivere in adesione a Cristo. “Noi” non possiamo cedere alle lusinghe dell’odio, né della divisione (già solo etimologicamente antitetica al Bene), oppure, senza margine di discutibilità, tradiamo l’ut unum sint che ci distingue.
L’ampia premessa introduce il punto. Opporsi intimamente e pubblicamente al Santo Padre disorienta assolutamente il passo dalle orme di Gesù, non è la volontà di Dio e lacera irreparabilmente la Chiesa che sanguina, ancora, nel senso più profondo della Comunione. Chi “conosce le regole” lo sa perfettamente: nessuno discute la fallibilità dell’uomo al quale viene affidato il timone di Pietro: il Papa, però, è e rimane Vicario di Cristo: non è fallibile, pertanto, in lui, né in nessun altro, l’azione dello Spirito Santo per la quale si esprime ex cathedra. Anche qui, più che questione d’obbedienza, si tratta di fede.
Papa Francesco è continuamente attaccato, colpito, svilito, sminuito, talvolta insultato, deriso in circostanze in cui l’eleganza dell’espressione, scritta o detta, non ne riduce l’effetto.
Succede. Succede agli uomini che permettano che succeda. E’ successo anche ai Dodici, la sera dell’Ultima Cena. Gesù annuncia il tradimento, nei cuori sale l’angoscia di non aver colto, magari, un comportamento tale da ferire il Signore, e ci si interroga, intimamente e pubblicamente. Giuda sa cosa sta per accadere. Intinge il boccone nel piatto, lo mangia, prendendo parte, quindi, col Maestro, poi esce. “Ed era notte”, cita la Scrittura. “Era notte” non solo per una questione astronomica, in quanto risultante della declinazione del sole, ma perché l’uomo sceglie scientemente di allontanarsi dalla Luce. Perché Gesù fosse venduto, Giuda non lo ha, probabilmente, giudicato malfattore, ma ha permesso che altri lo facessero. E ne ha ottenuto un guadagno, sia esso in monete, in popolarità, in favore. È tradimento senza se e senza ma.
Non è dato sapere se Giuda sia mai stato riabilitato nella volta del cielo o, meglio, nel cuore di Dio, ma per fede non interessa al genere umano. Certo è che al “figlio della perdizione” segue sempre “perché si adempisse la Scrittura”: non scagiona, ma fa riflettere.
Perché tanto livore contro il Santo Padre, dunque? Chi può avere la pretesa, e in che termini, di insegnargli ciò che deve o non deve in quanto Successore di Pietro?
Risuona ancora la Parola, amorevole nella logica della libertà e lapidaria in quella della verità… Gv 6,67: <>.
di Loredana Corrao






Il Papa pianta un albero in Vaticano: Sinodo consacrato a San Francesco

Nei Giardini Vaticani, durante la celebrazione per l’odierna festa di San Francesco, è riecheggiato un canto che scaturisce dal cuore: Laudato si', mi' Signore!
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Amedeo Lomonaco – Città del Vaticano
Un albero, un leccio proveniente da Assisi, si è radicato da oggi nel cuore della Chiesa universale. È stato piantato nei Giardini Vaticani, nel giorno della festa di San Francesco, dal Papa, da due rappresentanti indigeni e tra gli altri i cardinali Cláudio Hummes e Peter Turkson. È legata in particolare a questa immagine la celebrazione, tenutasi alla presenza del Papa, per suggellare una fine e un inizio. Si conclude infatti oggi il Tempo del Creato, un periodo di più intensa orazione e azione a beneficio della Casa comune. E si sta per aprire, a partire da domenica e fino al prossimo 27 ottobre, il Sinodo dei vescovi per la regione Panamazzonica.

Sulle orme di San Francesco

La cerimonia odierna è stata scandita dal Cantico delle Creature, che ha ispirato l’Enciclica del Pontefice sulla cura della casa comune, e dalla figura di San Francesco, modello dell'ecologia integrale e riferimento imprescindibile per il Sinodo sull’Amazzonia. Dopo l’incontro nel 2018 con i popoli dell’Amazzonia a Puetro Maldonado il cammino sinodale proseguirà in Vaticano per ascoltare le voci e le ferite dell’Amazzonia.
Festa di San Francesco, celebrazione in Vaticano
Festa di San Francesco, celebrazione in Vaticano

Preghiera di apertura

La cerimonia odierna, fortemente intrecciata alla festa di San Francesco e al Sinodo, si è aperta con la preghiera guidata da padre Julio Bunader, vicario generale dell'Ordine dei frati minori: "O Dio, Padre buono e datore di ogni bene, ti benediciamo per averci donato di condividere la vita con tante altre creature; per loro e con loro di lodiamo e ti preghiamo: continua a effondere sull’universo il tuo Spirito e a manifestare in esso la tua gloria".

Turkson: ecologia da difendere con conoscenza e saggezza

Dopo le note di un canto amazzonico “Remei, Remei” (Ho remato, ho remato) riecheggiate nei Giardini Vaticani, il cardinale Peter Turkson, prefetto del Dicastero per il servizio dello Sviluppo umano integrale ha incentrato la propria riflessione sull’urgenza di una conversione ecologica. “La nostra preoccupazione di rispondere alla crisi ecologica – ha detto - dovrebbe essere sostenuta dalla conoscenza e dalla saggezza come ha consigliato Papa Francesco: Se si vuole veramente costruire un’ecologia che ci permetta di riparare tutto ciò che abbiamo distrutto - si legge nell’Enciclica Laudato si’ - allora nessun ramo delle scienze e nessuna forma di saggezza può essere trascurata, nemmeno quella religiosa con il suo linguaggio proprio".
Festa di S. Francesco: cerimonia integrale nei Giardini Vaticani

Hummes: consacrare il Sinodo a San Francesco è amorevole

Il cardinale Cláudio Hummes, arcivescovo emerito di San Paolo, presidente della Commissione episcopale per l’Amazzonia della Conferenza episcopale brasiliana, ha poi ricordato il legame tra il Papa, il Sinodo per l’Amazzonia e San Francesco: “Consacrare il Sinodo speciale dei vescovi per l'Amazzonia a San Francesco d'Assisi è un gesto amorevole e significativo. Tutto è legato al nome di Francesco che Sua Santità ha scelto al momento dell'elezione papale e, in secondo luogo, alle sue parole in Piazza San Pietro nell'ottobre 2017, annunciando e convocando questo Sinodo”. “Mentre consacriamo il Sinodo a San Francesco – ha aggiunto - ricordiamo in particolare il suo Cantico delle Creature, in cui celebra e canta la fratellanza universale di tutte le creature di Dio".

Preghiera di consacrazione del Sinodo a San Francesco

Mauricio López Oropeza, segretario esecutivo della Rete ecclesiale panamazzonica (Repam), ha quindi letto la preghiera di consacrazione del Sinodo al “Poverello” di Assisi. Una preghiera che si apre con queste parole: “Lode a Te Signore della bellezza, per la costanza di quella leggera pioggia che cade appena percettibile ai nostri occhi; pioggia che porta la vita accarezzando tutto ciò che è creato con la sua presenza morbida e serena. Gocce che generano progressivamente i piccoli fili d'acqua che insieme a molti altri vedranno nascere i fiumi. Fiumi che, al loro convergere, daranno una presenza tumultuosa alla grandeAmazzonia che è fonte di vita in abbondanza per tutti”.
Il Papa pianta un leccio nei Giardini Vaticani
Il Papa pianta un leccio nei Giardini Vaticani

Seminare significa accarezzare la terra

Suor Liliana Franco, presidente della Confederazione dei religiosi dell’America Latina e Caraibica, ha ricordato il significato di questo gesto: “Seminare significa conoscere il momento opportuno, inchinarsi, accarezzare la terra e fidarsi umilmente di ciò che non si vede, organizzare tutto ed essere sorpresi dalla fecondità creativa di Dio, che è capace di far abbondare grazie e frutti, anche nei campi più sterili”. “La testimonianza di San Francesco d'Assisi e di altre persone che hanno compreso la grandezza dell'opera di Dio - ha aggiunto - ci mostra che questo cammino conduce alla gioia, all'impegno che trasforma e alla pace”.

Piantumazione dell’albero

Prima della piantumazione del leccio, otto persone rappresentanti di popoli indigeni e di altre realtà, tra cui quelle delle migrazioni e dello sviluppo sostenibile, hanno portato una piccola sacca. All’interno c’era della terra proveniente da vari luoghi simbolo, tra i quali l’Amazzonia, l’India e Assisi, depositata ai piedi dell’albero. Poi è stato piantumato il leccio. A piantarlo sono stati, con Papa Francesco, due rappresentanti indigeni, il cardinale Hummes e il cardinale Baldisseri. Un gesto semplice e profondo, che simboleggia la conversione all’ecologia integrale, scandito dall’accompagnamento musicale del Cantico delle Creature. La cerimonia si è conclusa con la preghiera del Padre Nostro guidata dal Papa.

Photogallery

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Piantumazione di un albero nei Giardini Vaticani
 

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STO REALIZZANDO LA DIMORA (GROTTA) PER LA MADONNA CHE POSIZIONERO' NELLA CASCINETTA DIDATTICA E CHE CI PROTEGGERA' DAGLI IPOCRITI. 2014
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Tanto è il bene che mi aspetto, che ogni pena mi è diletto
Il monte della Verna entra nella storia dei grandi luoghi santi del mondo grazie a un incontro carico di umanità, di cortesia e di comunione spirituale. Nella primavera del 1213 Francesco d’Assisi insieme a frate Leone stava attraversando la regione del Montefeltro quando sentì di una festa presso il castello di S. Leo: si trattava dell’investitura di qualche cavaliere? Era l’occasione di incontrare gente, di parlare loro del Vangelo, dell’Amore. Salì al castello mentre, forse, sulla piazza si svolgeva una gara di menestrelli.
 
 

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DIARIO DI BORDO SABATO 28 SETTEMBRE 2019
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Gabriele Cervi si trova qui: Laboratori Senza Scopo di Lucro.
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Corso di ortocoltura autunnale.. Pulizia generale. Con i nostri bravissimi immigrati .
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1Gabriele Cervi
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alle ottobre 04, 2019
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