– VI AUGURO DI ESSERE ERETICI. Don Ciotti Eresia viene dal greco e vuol dire scelta. Eretico è la persona che sceglie e, in questo senso è colui che più della verità ama la ricerca della verità. E allora io ve lo auguro di cuore questo coraggio dell’eresia. Vi auguro l’eresia dei fatti prima che delle parole, l’eresia che sta nell’etica prima che nei discorsi. Vi auguro l’eresia della coerenza, del coraggio, della gratuità, della responsabilità e dell’impegno. Oggi è eretico chi mette la propria libertà al servizio degli altri. Chi impegna la propria libertà per chi ancora libero non è. Eretico è chi non si accontenta dei saperi di seconda mano, chi studia, chi approfondisce, chi si mette in gioco in quello che fa. Eretico è chi si ribella al sonno delle coscienze, chi non si rassegna alle ingiustizie. Chi non pensa che la povertà sia una fatalità. Eretico è chi non cede alla tentazione del cinismo e dell’indifferenza. Chi crede che solo nel noi, l’io possa trovare una realizzazione. Eretico è chi ha il coraggio di avere più coraggio.
Don Luigi Ciotti
QUAL È IL RAPPORTO CHE LA CHIESA HA CON IL POTERE? 01/12/2022 La Chiesa deve poter offrire un volto evangelico e alternativo dell’esercizio del potere Riduci CarattereIngrandisci CarattereStampa La Pagina Gaetano Piccolo
Si parla spesso di un cammino di conversione della Chiesa. Ascoltando le persone in diversi contesti, dalla vita religiosa ad altri ambienti ecclesiali, non posso che essere d'accordo e persino preoccupato per l'urgenza di questa conversione. Senza intraprendere questo cammino, rischiamo di compromettere ulteriormente la nostra credibilità e di tradire la nostra identità. Se dovessi indicare un punto da cui partire, lo individui nella gestione del potere o, diciamolo apertamente, nel rischio frequente di un abuso del potere. Si tratta cioè di convertirci nel nostro modo di esercitare l'autorità a tutti i livelli: dal superiore locale di una comunità religiosa, al parroco nella sua comunità parrocchiale, al vescovo nella sua diocesi e nel rapporto con i suoi sacerdoti.
L'esercizio dell'autorità è spesso fragile e proprio per questo può innescare situazioni dolorose. Il potere viene dato sempre per un servizio e la persona che lo riceve dovrebbe esercitarlo anche a costo di sacrificare se stessa. Al contrario, nei contesti ecclesiali il potere è usato molte volte come uno strumento di affermazione di se stessi, soprattutto quando chi lo esercita tenta di compensare, mediante il potere, la sua bassa autostima. Il potere viene usato a volte persino per realizzare vendette personali, un modo tribale per regolare i conti. Il potere diventa ancora più pericoloso quando si trova nelle mani di persone che lo utilizzano per compensare le proprie frustrazioni, esercitando sugli altri forme varie di violenza. È il caso del superiore o della superiora di una comunità religiosa in cui un suddito non riceve attenzione ai suoi bisogni primari o un parroco che esercita in modo dispotico la sua autorità nella comunità dei fedeli o di un vescovo che approfitta di una denuncia per regolare i conti con un suo prete. Il problema è che il potere si autogenera e viene quindi gestito all'interno di un cerchio molto ristretto: nelle congregazioni religiose per esempio i superiori sono molte volte sempre gli stessi e appartengono a un unico gruppo di potere.
La Chiesa è chiamata a offrire un volto evangelico e alternativo dell'esercizio del potere che non ricalchi le logiche umane. Trattandosi però di una via che comporterebbe la perdita di privilegio, credo sia difficile che questo cammino possa essere intrapreso rapidamente. Fonte Famiglia Cristiana
I wish you to be heretics. DON CIOTTI THE CONSCIENCE Heresy comes from the Greek and means choice. Heretic is the person who chooses and, in this sense, he is the one who loves the search for truth more than truth. And then I wish you this courage of heresy. I wish you the heresy of deeds before words, the heresy that lies in ethics before speech. I wish you the heresy of consistency, courage, gratuitousness, responsibility and commitment. Today it is heretic who puts his freedom to the service of others. He who commits his freedom for those who are still not free. Heretic is who is not satisfied with knowledge of second hand, who studies, who deepens, who puts himself in play in what he does. Heretic is he who rebels against the sleep of conscience, and who does not resign himself to injustice. Who does not think that poverty is a fatality. Heretic is the one who does not give in to the temptation of cynicism and indifference. Who believes that only in us, the ego can find a realization. Heretic is who has the courage to have more courage.
Don Luigi Ciotti
WHAT IS THE RELATIONSHIP BETWEEN THE CHURCH AND POWER? 01/12/2022 The Church must be able to offer an evangelical and alternative face of the exercise of power Reduce CaratteresGrowth CaratteresPaper The Page Gaetano Piccolo
There is often talk of a journey of conversion of the Church. Listening to people in different contexts, from religious life to other ecclesial environments, I can only agree and even be concerned about the urgency of this conversion. If we do not take this path, we risk further undermining our credibility and betraying our identity. If I had to point a starting point, I would identify it in the management of power or, let’s say openly, in the frequent risk of abuse of power. It is a matter of converting ourselves in our way of exercising authority at all levels: from the local superior of a religious community, to the parish priest in the
Entra nel mio blog sociale senza scopo di lucro Resposabile Gabriele Cervi blogger indipendente ..Digita il seguente link" cervigabriele.blogspot.com visite 502.600
Dedicato ai Politici e Amministrarori: i soliti IPOCRITI a nostro carico contributivo. Oltre ai vitalizi si sono pure inventati il 3 mandato per i governatori regionali e sindaci comunali..raddoppiando a tutti assessori compresi lo stipendio. Regalano bonus milionari e condonano ladri istituzionali compiacenti gaglioffi che li votano lasciando lavoratori onesti con buste paghe non degne di uno Stato civile. IN CONCLUSIONE LE NOSTRE TASSE SERVONO PER CONDONARE LADRI E PER REGALIE VARIE. AMEN.
Mia lettera al Direttore del Quotidiano La,Provincia di Cremona. Sabato 21 dicembre.
Egregio direttore,
gli auguri di Buon Natale e di un sereno 2025, vanno a tutti ma in particolare a coloro che lottano per il bene comune, Per i tanti lavoratori precari sottopagati sfruttati dai benpensanti di turno, Come cristiano vorrei pensare che siano accolte le legittime rivendicazioni dei tanti lavoratori che da decenni non vedono i loro stipendi aumentare in quanto i loro contratti sono bloccati, Mi riferisco in particolare ai dipendenti della case di riposo, delle scuole professionali, degli ospedali pubblici,
Che Dio illumini tutti i politici e gli amministratori che sono i veri responsabili di questa ingiustizia sociale e lavorativa.
Vorrei una Chiesa umile, non mondana e vicina ai poveri. Una chiesa dove chi entra possa rigenerarsi nello spirito e d
nell'anima per affrontare da cristiano nuove sfide e nuove battaglia per il bene di tutti. E' questa la Chiesa che vorrei la Chiesa di don Milani di San Francesco.
Gabriele Cervi
(Responsabile Centro Studi don Milani)
DIVENTAI UN BARBONE NEL 1994
IL VESCOVO MI HA REGALATO COPIA DELLA CROCE IL BUON PASTORE.. LA CROCE DI PAPA FRANCESCO
QUANDO UN CERTO CLERO MANAGERIALE È
CONTRO I DIRITTI DEI LAVORATORI SANCITI DALLA COSTITUZIONE E DAL VANGELO..
INFORMARSI PER INFORMARE PER CONOSCERE SE NE PARLA SUL MIO BLOG SOCIALE:
CONTRATTI LAVORATIVI DA RINNOVARE SUBITO..12/ 14 anni sono indegni di uno stato di diritto, .
.Come può il Clero-Management tollerare, anzi bloccare tale legittimo rinnovamento. Poi si lamentano perché le chiese sono sempre più vuote..!!
Ciò purtroppo succede in molte realtà lavorative...come per esempio all'Opera Pia di Castelverde, ( e non solo vedasi le scuole professionali accreditate e altri numerosi Enti accreditati) dove dal 2012 i lavoratori di questa benemerita,struttura aspettano il rinnovo del contratto lavorativo. Ma la cosa che più dispiace ,è che il blocco ,è dato dalla parte clericale Ente Aris Presidente Padre Beber..
Presidente anche della casa di CURA S. CAMILLO DI CREMONA .
.TUTTO FUMO NIENTE ARROSTO. PARLIAMONE .
In attesa del contratto rinnovato. .Grazie al Vescovo Mons Napolioni.Fonte Quotidiano La Provincia di Cremona. Sabato 7 dicembre.
( 2.650 iscritti) è solidale con i lavoratori dell'opera pia di Castelverde e con tutti i lavoratori degli enti privati accreditati fra cui ( scuole professionali, ospedali , fondazioni ecc ) che stanno combattendo democraticamente per fare valere i propri diritti come in questo specifico caso che riguarda contratti non rinnovati da decenni Solo in Italia succede questo in una repubblica fondata sul lavoro Fatevi un profondo esame di coscienza. .
“Aiop e Aris non vogliono riconoscere il contratto ai dipendenti”
“Le promesse fatte non sono state mantenute, le trattative per il contratto unico delle Rsa e per il rinnovo di quello della sanità privata non partono. Il 23 settembre sciopereremo!”. È quanto annunciano FP CGIL, CISL FP e UIL FPL in riferimento ai dipendenti delle strutture nelle quali si applicano i contratti AIOP e ARIS sanità privata e AIOP e ARIS RSA.
“Ci siamo più volte mobilitati, abbiamo scioperato e, tra ottobre e gennaio, abbiamo sottoscritto due accordi ponte per il settore delle Rsa con l’obiettivo di sottoscrivere entro giugno il contratto unico di settore, per mettere fine a 12 anni di blocco della contrattazione e interrompere il conseguente dumping contrattuale che mortifica chi lavora. Ad oggi la trattativa non si è aperta e viene vincolata alla garanzia di copertura delle risorse da parte del Ministero e delle Regioni”, spiegano i sindacati. E proseguono: “I dipendenti con contratto sanità privata Aris Aiop, invece, hanno visto riconosciuto un rinnovo contrattuale solo nel 2020 dopo 14 anni di blocco della contrattazione, dove riallineammo le loro retribuzioni a quelle della sanità pubblica allora in vigore. Ad oggi in sanità pubblica c’è stato un rinnovo del contratto (2019-2021) e si sono aperte le trattative per quello successivo (2022-2024). In sanità privata, invece, anche in questo caso le Associazioni vincolano il rinnovo alla copertura delle risorse”.
“Stiamo parlando di un comparto che conta centinaia di migliaia di lavoratrici e lavoratori che svolgono un servizio pubblico garantendo un diritto costituzionale: quello alla salute. Continua su:
Awaiting the renewal of the contract. Thanks to Bishop Mgr. Napolioni.Source Daily La Provincia di Cremona. Saturday, December 7.
Don Milani Study Centre
( 2,600 subscribers) is in solidarity with the workers of the Castelverde Opera and all the workers of private accredited bodies including ( vocational schools, hospitals, foundations etc ) who are fighting democratically to assert their rights as in this specific case that concerns contracts not renewed for decades Only in Italy this happens in a republic based on labor Make yourself a deep examination of conscience. .
This unfortunately happens in many working realities...as for example at the Opera pia of Castelverde, (and not only see the accredited vocational schools) that since 2012 the workers of this well-deserved structure are waiting for the renewal of the employment contract. But the thing that most regrettably is that the block is given by the clerical part Institute Aris president Father Beber..
Trade union statement
"Aiop and Aris do not want to recognize the contract to employees"
"The promises made have not been kept, negotiations for the single contract of the RSA and for the renewal of that of private health care do not start. On September 23 we will strike!". This is what FP CGIL
QUANDO UN CERTO CLERO MANAGERIALE È
CONTRO I DIRITTI DEI LAVORATORI SANCITI DALLA COSTITUZIONE E DAL VANGELO..
INFORMARSI PER INFORMARE PER CONOSCERE SE NE PARLA SUL MIO BLOG SOCIALE:
IL TESORETTO DELLE CASE DI RIPOSO . (ma aggiungo di molti altri Enti accreditati come scuole, professionali, fondazioni ospedali) DOVE SE NON CI FOSSERO CONTRIBUTI PUBBLICI (SOLDI DI ONESTI LAVORATORI E ANCHE OPERATORI DI QUESTE MEDESIME STRUTTURE SUPER TASSATI CON STIPENDI BLOCCATI DA DECENNI ) QUESTI ENTI COSÌ DETTI BENEMERITI, sfruttando il pubblico denaro, ( per alcuni nel privato) si arriva a profitti di milioni di euro .. Questa discrepanza economica -salariale si è potuta realizzare grazie al pluripregiudicato Formigoni che per la Sua disonestà si prende pure il vitalizio.
Strada facendo le ISTITUZIONI, I POLITICI invece di porre un corretivo legislativo a questa INFAMIA lavorativa hanno preferito optare per un bacino elettorale sicuro lasciando i lavoratori di questi Enti ( classificati di serie B) alla discrezionalità di tanti padri padroni che hanno posto in essere negli anni una discriminazione lavorativa che non ha eguali in tutta Europa.
Il paradosso è che Il SISTEMA usa le tasse di questi poveri lavoratori per rigenerarsi e per mantenere LO STATUS QUO' creando UNA DISPARITÀ LAVORATIVA CLIENTELARE BASATA SU FAVORITISMI E RACCOMANDAZIONI NON DI MERITO che ha permesso ai ricchi di diventare più ricchi e i poveri sempre più poveri. Si stima in Italia che la povertà sia cresciuta enormemente circa 5 milioni di persone . I POLITICI hanno impoverito il paese abusando e sfruttando i lavoratori . AMEN.
Per quanto tempo ancora si potrà tollerare tutta questa ingiustizia??
Gabriele Cervi
Responsabile Centro Studi Don Milani
Il papa re
PUNTATA DEL 04/11/2012
SOCIETÀ
di Alberto Nerazzini
Formigoni cade dopo quasi diciotto anni di governo, travolto da un'onda giudiziaria senza precedenti. Chi è, chi è stato, cosa sarà Formigoni, ma soprattutto: che cosa è il Sistema Lombardia?
Roberto Formigoni, il presidente di Regione più longevo d’Italia, cade dopo quasi diciott’anni di governo ininterrotto perché un’onda giudiziaria senza precedenti travolge lui, la sua giunta e il Consiglio. È l’epilogo di una legislatura sciagurata, nata con lo scandalo delle firme false per la presentazione della lista Formigoni e che in soli due anni e mezzo è riuscita a offrire un compendio davvero variegato di inchieste e accuse di reato, «una sorta di olimpiade della corruzione, o comunque della malversazione e della cattiva politica», per usare le parole del consigliere di opposizione Civati. Ma la fine dell’ennesima legislatura formigoniana segna anche l’epilogo dell’uomo politico? Oppure Formigoni è già pronto per una nuova stagione? Magari con un nuovo partito?
L’inchiesta «Il Papa Re» racconta il fenomeno politico Formigoni, tornando alle origini del movimento ecclesiale di Comunione e Liberazione fondato da Don Giussani e racconta il suo braccio politico, il Movimento Popolare creato proprio da Formigoni. Parla dei rapporti poco noti tra CL e Berlusconi, con testimonianze inedite. Racconta gli sviluppi delle nuove inchieste che lo riguardano o lo sfiorano, ritorna su quelle chiuse del recente passato. Perché «Il Papa Re» indaga anche sull’entourage di Formigoni, sugli uomini del Presidente che erano indagati ieri e sono indagati oggi; esplora il riservato e misterioso mondo dei memores domini, l’associazione di monaci laici a cui da 42 anni appartiene Formigoni e che raggruppa i ciellini dedicati totalmente a Dio, nel rispetto della promessa di obbedienza, povertà e verginità.
L’inchiesta di Report in onda domenica 4 novembre, realizzata da Alberto Nerazzini, indaga su un sistema politico e di potere che supera i confini della Lombardia, con le sue ramificazioni nel sistema economico, nell’educazione, e con la sua decennale trasversalità. Con interviste inedite, per esempio, svela i protagonisti dell’ultima inchiesta della Procura di Milano che coinvolge i vertici della Compagnia delle Opere di Bergamo e, ancora una volta, sfiora il «Papa Re».
Formigoni perde la causa contro Report e viene condannato anche per lite temeraria
Importante sentenza a difesa dei giornalisti contro la sempre più diffusa tendenza di presentare querele con finalità intimidatorie, o quantomeno come strumento di pressione per cercare condizionale il lavoro di chi deve informare i cittadini.
Il Tribunale civile di Milano ha condannato per "lite temeraria" l'ex presidente della Regione Lombardia, Roberto Formigoni, il quale dovrà risarcire due giornalisti di Report, Milena Gabanelli e Alberto Nerazzini, da lui trascinati a giudizio dopo una puntata della trasmissione televisiva d'inchiesta andata in onda nel 2012, dal titolo “Il Papa re”, nella quale si raccontava la carriera politica di Formigoni
Formigoni, senatore di NCD Nuovo Centro Destra, dovrà pagare 5mila euro a titolo di risarcimento, ex articolo 6 del codice di procedura civile:
il giudice Martina Flamini ha accertato che i fatti oggetto della cronaca giudiziaria e della critica politica contestati da Formigoni sono veri e sono stati esposti in modo continente, e quindi ha "assolto" i due giornalisti.
Contestualmente ha ritenuto che l'ex presidente della Lombardia abbia agito con "colpa grave" e lo ha condannato per lite temeraria. Si tratta di una delle prime sentenze di questo tipo in Italia. I due giornalisti sono assistiti dall'avvocatessa Caterina Malavenda..
La sanità, Formigoni e i ladri di galline
DI VITTORIO EMILIANI
4 APRILE 2020
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L’imperturbabile assessore lombardo alla Sanità, Giulio Gallera, assicura la sera che tutto va bene. Contemporaneamente muoiono medici e infermieri, anziani e meno anziani, e il presidente Attilio Fontana chiede aiuto gridando di “essere stato lasciato solo”. L’impoverimento e il concomitante ipersfruttamento privatistico di patrimoni tipicamente collettivi come quello delle reti sanitarie nasce in Lombardia dal potere esercitato per più legislature dal prima dc e poi berlusconiano Roberto Formigoni detto “il Celeste”, acriticamente ammirato e portato ad esempio anche fuori dal bel ciel di Lombardia.
Ricordate nel film di Nanni Moretti la nave della Lega che discende un Po ormai maestoso verso la foce? Un’idea di forza e di potenza impressionante. Dietro la quale, per fortuna, c’era ben poco se qualche ora più tardi bastò una signora veneziana a sbertucciare l’Umberto sventolando il tricolore da una finestra sulle Rive e lui non trovò di meglio che dirle di cacciarlo nel cesso.
Dietro a quel Bossi c’era in Lombardia, non più come dc ma come berlusconiano, el Virginùn, il vero potente di Comunione e Liberazione, il Roberto Formigoni, il Celeste, sempre casto e però come pochi vocato a feste, crociere, lussi, ad apericene con improbabili giacche rosa o arancio, e agli affari sostanziosi. Celeste, un soprannome datogli da amici brianzoli, intanto azzurro come i Berluscones e poi un po’ orientaleggiante no? Lui è stato il vero “inventore” della privatizzazione della sanità pubblica lombarda già ottima in realtà prima delle Regioni. “Che differenza c’è”, chiede ancora Matteo Salvini protervo dal video, “se i meridionali vengono a curarsi in Lombardia e vanno chi negli ospedali e chi nelle cliniche private?” Non conosce, o finge di non conoscere, la differenza fra politica sociale e mercato? Fra gratuità e profitto?
“Il sistema sanitario lombardo è al collasso. Ci hanno lasciati soli”, continua a ripetere pateticamente il presidente (lasciamo perdere i “governatori”) della Lombardia, Attilio Fontana, varesotto. L’ospedale civile della sua città – sul quale feci una inchiesta prima della regionalizzazione – era uno splendido ospedale. Come quello della vicina Lecco. Nulla avevano da invidiare per la parte generale ai Policlinici Universitari. Sanità al collasso per tante ragioni. Ma anche perché ha dato troppo spazio ai privati ovunque c’era del “burro” da portare a casa. Formigoni è stato già condannato per corruzione (dalla Cassazione) a 5 anni e 10 mesi, ma è stato domiciliato in convento dove possa pregare ed espiare. Anche se gli pende sul capo un altro processo: ha davvero dirottato 200 milioni a strutture private? Un ladro di galline sarebbe in galera. Viva l’Italia garantista..
Le case per anziani convenzionate con la Regione ieri erano pascoli grassi. Oggi – non isolate per tempo come fortini – forniscono bollettini funebri agghiaccianti e ai loro operatori mancano persino le mascherine. Alla faccia dell’efficienza della sanità lombarda e di tante altre efficienze così ostentatamente vantate. Non volevano forse un altro bel po’ di autonomia per distinguersi meglio nel “buongoverno”?
L'ANGOLO DEI RICORDI A CURA DEL Centro Studi Don Milani GLI AUGURI SCOMODI
GRUPPO DI LAVORO DEL PROGETTO ALLA SCOPERTA DI DON LORENZO MILANI PROMOSSO DALLA CASCINETTA DIDATTICA ONLUS DI CASTELVERDE E' STATO RICEVUTO DAL VESCOVO DELLA DIOCESI DI CREMONA MONS. ANTONIO NAPOLIONI.
"Carissimi, non obbedirei al mio dovere di vescovo se vi dicessi: "Buon Natale" senza darvi disturbo. Io, invece, vi voglio infastidire. Non sopporto infatti l'idea di dover rivolgere auguri innocui, formali, imposti dalla routine di calendario. Mi lusinga addirittura l'idea che qualcuno li respinga al mittente come indesiderati
Gesù che nasce per amore vi dia la nausea di una vita egoista, assurda, senza spinte verticali e vi conceda di inventarvi una vita carica di donazione, di preghiera, di silenzio, di coraggio. Il Bambino che dorme sulla paglia vi tolga il sonno e faccia sentire il guanciale del vostro letto duro come un macigno, finché non avrete dato ospitalità a uno sfrattato, a un marocchino, a un povero di passaggio.
Dio che diventa uomo vi faccia sentire dei vermi ogni volta che la vostra carriera diventa idolo della vostra vita, il sorpasso, il progetto dei vostri giorni, la schiena del prossimo, strumento delle vostre scalate".
+don Tonino
Bello Venerabile
Egregio direttore,
gli auguri di Buon Natale e di un sereno 2025, vanno a tutti ma in particolare a coloro che lottano per il bene comune, Per i tanti lavoratori precari sottopagati sfruttati dai benpensanti di turno, Come cristiano vorrei pensare che siano accolte le legittime rivendicazioni dei tanti lavoratori che da decenni non vedono i loro stipendi aumentare in quanto i loro contratti sono bloccati, Mi riferisco in particolare ai dipendenti della case di riposo, delle scuole professionali, degli ospedali pubblici,
Che Dio illumini tutti i politici e gli amministratori che sono i veri responsabili di questa ingiustizia sociale e lavorativa.
Vorrei una Chiesa umile, non mondana e vicina ai poveri. Una chiesa dove chi entra possa rigenerarsi nello spirito e d
nell'anima per affrontare da cristiano nuove sfide e nuove battaglia per il bene di tutti. E' questa la Chiesa che vorrei la Chiesa di don Milani di San Francesco.
Gabriele Cervi
(Responsabile Centro Studi don Milani)
FONTE QUOTIDIANO LA PROVINCIA DI CREMONA.
TUTTO FUMO NIENTE ARROSTO
gioco d’azzardo, la legge di bilancio 2025 rischia di aggravare la ludopatia
Gioco d’azzardo, la legge di bilancio 2025 rischia di aggravare la ludopatia
Quando si soffre di una dipendenza, lo scorrere del tempo può essere più complesso di quanto lo sia per le altre persone, spiega Rudy a Valigia Blu. Come quando ti accorgi che i tuoi figli sono cresciuti e “tu non ti sei reso conto neanche di quando e come”. Oppure quando impari che basta cominciare da piccoli gruppi di ventiquattro ore, un giorno alla volta, per tenere a bada la propria patologia.
Rudy ha 69 anni ed è un giocatore compulsivo in recupero. Gioca da quando ne ha 26, con periodi di astinenza. Quello che sta vivendo adesso è il più lungo: 17 anni senza giocare.
Secondo lui, però, oggi è ancora più difficile resistere al gioco rispetto a prima: “Io mi trovo molto in difficoltà con i più giovani dei circoli di giocatori anonimi, perché i modi per giocare sono diventati tantissimi, anche online. Così tutti hanno la possibilità di giocare letteralmente in tasca”.
Secondo Rudy, promuovere il gioco legale è «un investimento per trovare nuovi giocatori, quando poi invece non bastano i soldi per recuperare le persone che lo Stato stesso rovina, è veramente ridicolo. Ti dico non bucarti, ma ti do la siringa in mano: è così per noi con questa grande pubblicità», aggiunge.
Mentre le entrate fiscali dal gioco d’azzardo in Italia toccano cifre mai viste, le riforme statali si concentrano infatti sulla regolamentazione del fenomeno nella quasi totale assenza di misure di prevenzione solide e incisive.
Cosa prevede la legge di bilancio e le reazioni delle associazioni contro il gioco d'azzardo
L’iter in Parlamento della Legge di Bilancio 2025 sta procedendo, ma alcune disposizioni relative al gioco d’azzardo contenute nel documento hanno suscitato preoccupazione tra le associazioni che si occupano di prevenzione.
Tra le novità più controverse previste dalla legge c’è infatti, all’articolo 66, l'abolizione dell’Osservatorio dedicato al monitoraggio del fenomeno. Al suo posto verrà creato un nuovo fondo dedicato a diverse dipendenze patologiche, includendo quelle da stupefacenti, alcol e internet.
Secondo alcune associazioni, la formazione del nuovo osservatorio omnicomprensivo, diluendo il problema in un contesto più ampio di dipendenze multiple, rischierebbe di ridurre la specificità degli interventi contro la ludopatia.
La nuova legge di bilancio, poi, prevede anche la soppressione del fondo che dedicava 50 milioni alla prevenzione per il gioco d'azzardo patologico, istituito nel 2015. Nel nuovo Fondo per le dipendenze patologiche di 94 milioni di euro annui, il 34,25% sarà destinato alla realizzazione di piani regionali sul gioco d'azzardo patologico, con un taglio di quasi ben 20 milioni rispetto a quanto previsto dal fondo soppresso.
In Calabria, il coordinamento regionale della campagna Mettiamoci in gioco e le Fondazioni Antiusura, insieme alla Consulta Nazionale Antiusura, hanno segnalato che il taglio comprometterebbe gravemente i progetti di prevenzione e cura attualmente in corso presso le Aziende sanitarie provinciali della regione. “La situazione è allarmante” hanno sottolineato i portavoce, “e si rischia ulteriormente di peggiorare”.
La Regione soffre infatti di una diffusione preoccupante di queste patologie, “che stanno distruggendo persone di tutte le età e le loro famiglie”, dichiarano i portavoce, sottolineando come il problema sia diffuso soprattutto nei piccoli comuni.
Otto comuni di Cosenza e cinque di Vibo Valentia superano infatti di almeno il doppio la media nazionale di spesa per il gioco d'azzardo online, secondo quanto segnalato dal dossier Non così piccoli, redatto e pubblicato un mese fa da CGIL, Federconsumatori e Fondazione ISSCON. Il fenomeno è attribuito anche alla presenza di organizzazioni criminali, che utilizzano il gioco online per operazioni di riciclaggio.
Solo a gennaio 2024, indagini condotte a Catanzaro e Crotone da polizia locale, Guardia di Finanza e unità regionali di prevenzione delle frodi hanno portato alla denuncia di tredici persone per attività di scommesse illecite, con multe superiori a 2,5 milioni di euro e il sequestro di 31 apparecchi da gioco manomessi. Nello stesso mese un’altra operazione antimafia a Reggio Calabria ha permesso la confisca di beni dal valore di ben quattrocento milioni di euro a un imprenditore coinvolto in piattaforme di scommesse online usate per finanziare attività criminali.
“I provvedimenti presenti in questa manovra sembrano confermare la subordinazione dei governi agli interessi della lobby dell’azzardo, senza curarsi dei diritti e delle esigenze dei cittadini ma nemmeno degli interessi dello Stato”, hanno dichiarato i portavoce.
Le misure più controverse
Negli anni sono stati promossi alcuni strumenti di contrasto al gioco patologico, come le regole di distanza minima tra le location di gioco e “luoghi sensibili”, tra cui scuole e ospedali, oppure l’inserimento nel 2012 della ludopatia tra i livelli essenziali di assistenza (Lea). Secondo diverse organizzazioni e figure pubbliche, però, le misure esistenti a raggio nazionale sono ancora insufficienti per affrontare efficacemente la lotta alla ludopatia e ad essere soppresse dalla nuova manovra sono proprio alcune di queste poche armi.
Anche Renato Balduzzi, ex ministro della Salute e promotore del decreto del 2012 sui Lea, ha dichiarato: “Non si comprendono le ragioni” della decisione del governo “dal momento che il Fondo e l'Osservatorio funzionano”.
Negli anni si sono moltiplicati sempre più, infatti, interventi volti a regolamentare il gioco d'azzardo, incrementando le entrate fiscali, piuttosto che provvedimenti solidi e incisivi di prevenzione alla dipendenza. Tra le iniziative promosse negli ultimi anni, ad esempio, c'è stato un aumento delle imposte: dal 25 al 30% per i giochi di abilità e il bingo online, dal 20 al 22% per le scommesse fisiche a quota fissa (eccetto quelle ippiche), dal 24 al 26% per le scommesse online e dal 22 al 24% per le scommesse su eventi simulati. L'obiettivo era incrementare il gettito fiscale, ma anche in questo caso l'effetto sulla riduzione della dipendenza da gioco rimane limitato.
Particolarmente pericolosa, secondo le associazioni, è stata poi la proposta a inizio 2024 della compartecipazione degli enti locali al gettito erariale del gioco d’azzardo, destinando il 5% delle entrate ai comuni. La misura è stata criticata perché potrebbe incentivare le amministrazioni locali a promuovere il gioco anziché limitarlo, generando un conflitto d’interessi e mettendo in secondo piano la prevenzione della dipendenza.
“Quella è stata un’altra esca avvelenata», dice a Valigia Blu Maurizio Fiasco, Presidente di Alea (Associazione per lo studio del gioco d'azzardo e dei comportamenti a rischio), sociologo e consulente Consulta Nazionale Antiusura.
“Teoricamente quei soldi sarebbero destinati alla prevenzione e alla cura, ma questo significa anche che se il consumo diminuisse, come tutti ci auguriamo, le regioni e i comuni prenderebbero di meno”, spiega Fiasco. “Come se lo Stato dicesse: ‘Vuoi avere i soldi? Allora fai ammalare le persone’. Siamo al grottesco della politica”.
Incentivare il gioco legale?
Oltre al taglio ai finanziamenti per prevenzione e monitoraggio, a contribuire alle proteste sulla legge di Bilancio è parallelamente la proposta di introdurre una nuova estrazione settimanale per giochi come Lotto e Superenalotto, che secondo dati recenti sarebbe il secondo gioco d’azzardo più diffuso in Italia dopo il “gratta e vinci”, seguito al terzo posto dalle scommesse sportive.
Non è però la prima volta che lo Stato italiano incentiva alcune modalità di gioco legale al fine di contrastare le dipendenze e i canali di gioco criminale. Già nel 2022 il ministero dell’Economia e Finanze aveva approvato la possibilità del “cash-out” anticipato e la riduzione della puntata minima da 2 a 1 euro nelle scommesse sportive.
Ma queste misure, che da un lato offre maggiore flessibilità agli scommettitori e aumenta le entrate fiscali dal gioco d’azzardo (che nel 2024 raggiungeranno un nuovo record, con una stima di circa 160 miliardi di euro), dall'altro comunque aumenta di fatto la disponibilità e l'accesso al gioco, incentivando di conseguenza comportamenti rischiosi.
“L’idea che ci sia un effetto sostitutivo tra i due canali, quello legale e quello illegale, è una colossale mistificazione”, dice Maurizio Fiasco, secondo cui più si ingrandisce la base dei consumatori, più si allargano anche i suoi sottoinsiemi: nel caso dei giocatori di azzardo, questi sono i giocatori abitudinari e i giocatori patologici. “E loro possono essere fino a una certa soglia soddisfatti dall'offerta legale, perché da un certo momento in poi ne sono esclusi, rivolgendosi così all'offerta illegale e criminale”, dice Fiasco.
Rudy spiega infatti che durante i suoi periodi di dipendenza ogni tipologia di gioco d’azzardo faceva parte delle sue giornate, dai casinò, tavoli da poker, schedine, slot machines: “Io ho frequentato anche bische clandestine pur di giocare”.
Se quindi da una parte lo Stato raccoglie miliardi di euro in tasse, diminuendo in parte il ricorso a circuiti criminali, dall’altro aumenterebbe invece il rischio sociale e le conseguenze sanitarie della dipendenza.
Alla crescita delle persone vulnerabili, denunciano poi gli esperti, non sono stati affiancati adeguati strumenti di assistenza. Nonostante la disponibilità di 163 centri di cura pubblici e gratuiti per la dipendenza da gioco d'azzardo nel paese e un numero di persone con dipendenza elevato, solo un giocatore su dieci si rivolge ai servizi sanitari per il trattamento.
Secondo gli esperti, ciò è dovuto in parte alla scarsa consapevolezza della possibilità e modalità di accedere a cure gratuite, oltre che una paura di subire stigmatizzazione. Rudy dice che bisognerebbe infatti lavorare innanzitutto sulla comunicazione circa le possibilità di recupero, oltre che migliorare l'accesso ai servizi e prevenire la medicalizzazione del fenomeno: “La sensibilizzazione è quello che manca. Sentirti capito, che non sei il solo, è fondamentale”.
Un pessimo affare
Oltre all’abolizione dell’Osservatorio e del fondo dedicato alla prevenzione per il gioco d'azzardo patologico, la legge di Bilancio 2025 prevede anche una proroga delle concessioni di gioco fisico, come macchinette e bingo, fino al 31 dicembre 2026. I titolari di concessioni per il bingo pagheranno 108 mila euro in più per ogni concessione e per ognuno dei due anni. I concessionari per le scommesse pagheranno, invece, un canone maggiorato del 10%.
Nel 2023, invece, la riorganizzazione della gestione del gioco è stata affidata all'Agenzia delle Dogane e dei Monopoli (ADM), con l'intento di migliorare trasparenza e controlli. Sono state introdotte regole più severe per le concessioni, limitandole ai grandi operatori, ma con la nuova proroga, che si inserisce in una lunga serie di posticipazioni iniziata nel 2014.
Secondo Maurizio Fiasco, il business dell'industria dell'azzardo continua a “spremere come limoni i giocatori abitudinari e i giocatori patologici e per continuare a farlo fa una tremenda pressione: anche l’accanimento contro l’Osservatorio e il Fondo si spiega così”.
La decisione è stata interpretata dalle voci critiche non solo come un privilegiare gli interessi economici rispetto alle necessità di tutela della salute pubblica, lasciando inalterata la disponibilità di punti gioco sul territorio e non affrontando in maniera adeguata i rischi connessi al gioco patologico.
Anche per Fiasco, lo Stato stesso godrebbe anche di più entrate se ci fossero meno giochi e meno volume lordo: una frequenza decisamente minore con margini superiori. “E invece il gioco industriale di massa, quello attuale, diventa un pessimo affare per lo Stato, per l'economia, per la salute”
Un paese depredato alla mercè dei POTERI FORTI .
PAPA FRANCESCO IMPARTE LA BENEDIZIONE APOSTOLICA PER INTERCESSIONE DELLA VERGINE MARIA ALLA CASCINETTA DIDATTICA E AL NOSTRO GRUPPO DI MUTUOAIUTO.
MENTRE I Politici sono irresponsabili PAPA FRANCESCO COME SEMPRE APPLICANDO IL VANGELO DA BUON ESEMPIO.
il SANTO PADRE ci ha risposto e ci assicura un particolare ricordo nella preghiera e, mentre rammenta che il gioco d’azzardo genera continui fallimenti, non solo economici, ma anche familiari ed esistenziali, esorta a proseguire con competenza, umiltà e cristiana carità nella sua significativa opera di vicinanza a quanti sono coinvolti in tale drammatica situazione. Egli invoca la materna intercessione della Vergine Maria e di cuore imparte la Benedizione Apostolica, augurando ogni desiderato bene nel Signore. Alla lettera è stata allegata una fotografia del nostro Amato Papa Francesco. Ho informato l'amico Vescovo Mons. Antonio della lettera.
INFORMARSI PER CAPIRE
Gioco d'azzardo nostra informativa e richiesta d'incontro. NON SIAMO MAI STATI CONVOCATI.
Prot. Comunale 4103 13 nov.2021
Alla c.a Dott.ssa Locci Graziella
Alla giunta e consiglieri.
Oggetto: Progetto sociale contro il gioco d'azzardo promosso e autofinanziato dalla ASSOCIAZIONE IN CAMMINO - CON S. FRANCESCO LA CASCINETTA DIDATTICA ONLUS . SALVIAMO I NOSTRI RACAZZI DAL GIOCO D'AZZARDO.
Ma che cosa chiedevo ?
1 ) Una mappatura dei locali con slot.
2 ) il non rinnovo delle concessioni una volta scadute
3) avevamo scelto di iniziare proprio da Castelverde in quanto la nostra associazione risiede a Castelverde dove ci sono bar con slot vicino a punti sensibili.
4 ) chiedevamo al sindaco un riscontro scritto mai pervenuto .
Bologna. «Azzardo, ora serve una legge quadro». �La società civile richiama la politica
Chiara Pazzaglia, Bologna giovedì 1 dicembre 2022
La Campagna "Mettiamoci in gioco" fa il punto su dieci anni di impegno a favore dei più deboli. Il cardinale Zuppi: il contrasto a scommesse e slot è una sfida per tutta la comunità
«Azzardo, ora serve una legge quadro». �La società civile richiama la politica.
Serve una legge quadro nazionale che regolamenti il mondo dell’azzardo, partendo dalla tutela dei più fragili. È questa la richiesta emersa dalla giornata di studi organizzata a Bologna dalla Campagna “Mettiamoci in gioco” in occasione del suo decennale.Un evento che ha avuto il merito di non limitarsi a fare il punto sui significativi risultati ottenuti in questo periodo, ma di aprire lo sguardo sulle prossime sfide da vincere.
L'uomo non ama il cambiamento, perché cambiare significa guardare in fondo alla propria anima con sincerità mettendo in contesa se stessi e la propria vita. Bisogna essere coraggiosi per farlo, avere grandi ideali.
La maggior parte degli uomini preferisce crogiolarsi nella mediocrità e fare del tempo lo stagno della propria esistenza.”
Erasmo da Rotterdam
VI AUGURO DI ESSERE ERETICI.Don Ciotti
Eresia viene dal greco e vuol dire scelta.
Eretico è la persona che sceglie e, in questo senso è colui che più della verità ama la ricerca della verità.
E allora io ve lo auguro di cuore questo coraggio dell’eresia.
Vi auguro l’eresia dei fatti prima che delle parole, l’eresia che sta nell’etica prima che nei discorsi.
Vi auguro l’eresia della coerenza, del coraggio, della gratuità, della responsabilità e dell’impegno.
Oggi è eretico chi mette la propria libertà al servizio degli altri. Chi impegna la propria libertà per chi ancora libero non è.
Eretico è chi non si accontenta dei saperi di seconda mano, chi studia, chi approfondisce, chi si mette in gioco in quello che fa.
Eretico è chi si ribella al sonno delle coscienze, chi non si rassegna alle ingiustizie.
Chi non pensa che la povertà sia una fatalità.
Eretico è chi non cede alla tentazione del cinismo e dell’indifferenza.
Chi crede che solo nel noi, l’io possa trovare una realizzazione.
Eretico è chi ha il coraggio di avere più coraggio.
Don Luigi Ciotti
QUAL È IL RAPPORTO CHE LA CHIESA HA CON IL POTERE?
01/12/2022 La Chiesa deve poter offrire un volto evangelico e alternativo dell’esercizio del potere
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Gaetano Piccolo
Si parla spesso di un cammino di conversione della Chiesa. Ascoltando le persone in diversi contesti, dalla vita religiosa ad altri ambienti ecclesiali, non posso che essere d'accordo e persino preoccupato per l'urgenza di questa conversione. Senza intraprendere questo cammino, rischiamo di compromettere ulteriormente la nostra credibilità e di tradire la nostra identità. Se dovessi indicare un punto da cui partire, lo individui nella gestione del potere o, diciamolo apertamente, nel rischio frequente di un abuso del potere. Si tratta cioè di convertirci nel nostro modo di esercitare l'autorità a tutti i livelli: dal superiore locale di una comunità religiosa, al parroco nella sua comunità parrocchiale, al vescovo nella sua diocesi e nel rapporto con i suoi sacerdoti.
L'esercizio dell'autorità è spesso fragile e proprio per questo può innescare situazioni dolorose. Il potere viene dato sempre per un servizio e la persona che lo riceve dovrebbe esercitarlo anche a costo di sacrificare se stessa. Al contrario, nei contesti ecclesiali il potere è usato molte volte come uno strumento di affermazione di se stessi, soprattutto quando chi lo esercita tenta di compensare, mediante il potere, la sua bassa autostima. Il potere viene usato a volte persino per realizzare vendette personali, un modo tribale per regolare i conti. Il potere diventa ancora più pericoloso quando si trova nelle mani di persone che lo utilizzano per compensare le proprie frustrazioni, esercitando sugli altri forme varie di violenza. È il caso del superiore o della superiora di una comunità religiosa in cui un suddito non riceve attenzione ai suoi bisogni primari o un parroco che esercita in modo dispotico la sua autorità nella comunità dei fedeli o di un vescovo che approfitta di una denuncia per regolare i conti con un suo prete. Il problema è che il potere si autogenera e viene quindi gestito all'interno di un cerchio molto ristretto: nelle congregazioni religiose per esempio i superiori sono molte volte sempre gli stessi e appartengono a un unico gruppo di potere.
La Chiesa è chiamata a offrire un volto evangelico e alternativo dell'esercizio del potere che non ricalchi le logiche umane. Trattandosi però di una via che comporterebbe la perdita di privilegio, credo sia difficile che questo cammino possa essere intrapreso rapidamente.
Fonte Famiglia Cristiana
I wish you to be heretics.
DON CIOTTI
THE CONSCIENCE
Heresy comes from the Greek and means choice.
Heretic is the person who chooses and, in this sense, he is the one who loves the search for truth more than truth.
And then I wish you this courage of heresy.
I wish you the heresy of deeds before words, the heresy that lies in ethics before speech.
I wish you the heresy of consistency, courage, gratuitousness, responsibility and commitment.
Today it is heretic who puts his freedom to the service of others. He who commits his freedom for those who are still not free.
Heretic is who is not satisfied with knowledge of second hand, who studies, who deepens, who puts himself in play in what he does.
Heretic is he who rebels against the sleep of conscience, and who does not resign himself to injustice.
Who does not think that poverty is a fatality.
Heretic is the one who does not give in to the temptation of cynicism and indifference.
Who believes that only in us, the ego can find a realization.
Heretic is who has the courage to have more courage.
Don Luigi Ciotti
WHAT IS THE RELATIONSHIP BETWEEN THE CHURCH AND POWER?
01/12/2022 The Church must be able to offer an evangelical and alternative face of the exercise of power
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Gaetano Piccolo
There is often talk of a journey of conversion of the Church. Listening to people in different contexts, from religious life to other ecclesial environments, I can only agree and even be concerned about the urgency of this conversion. If we do not take this path, we risk further undermining our credibility and betraying our identity. If I had to point a starting point, I would identify it in the management of power or, let’s say openly, in the frequent risk of abuse of power. It is a matter of converting ourselves in our way of exercising authority at all levels: from the local superior of a religious community, to the parish priest in the
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