lunedì 9 dicembre 2024

DOSSIER SANITA' PRIVATA ENTI ACCREDITATI QUANDO IL CLERO.MANAGEMENT SI FRAPPONE TRA DIRITTI E PROFITTO- INTERROGAZIONE AL SENATO.

 

lunedì 9 dicembre 2024

 INFORMARSI PER INFORMARE PER CAPIRE . MIA LETTERA PUBBLICATA DAL QUOTIDIANO LA PROVINCIA DI CREMONA 7 DIC. 2024


La disobbedienza richiede un’intelligenza di ordine leggermente superiore. Qualsiasi idiota può essere obbediente, anzi solo gli idioti possono essere obbedienti. Non significa disobbedire solo per disobbedire... anche quello sarebbe pure idiota. La persona intelligente si chiederà prima o poi: PERCHÈ? Perchè devo fare questa cosa? Se i motivi sono irragionevoli e le conseguenze negative, non voglio essere coinvolto. Così si diventa responsabili di sé.”
"Non appena avrai scorto un’ingiustizia e l’avrai compresa – un’ingiustizia nella vita, una menzogna nella scienza, o una sofferenza imposta da altri – ribellati contro di essa! Lotta! Rendi la vita sempre più intensa!"
"Essere se stessi in un mondo che cerca continuamente di uniformarti è la più grande delle conquiste."








Senato.
Presentata interrogazione in materia di lavoratori della sanità privata aderenti al contratto collettivo nazionale Aris RSA e Aiop RSA
Lunedì 30 settembre u.s., presso l'Aula del Senato, è stata presentata l'interrogazione a risposta scritta n.4-01474, a firma Magni (Misto), indirizzata al Ministro del lavoro e delle politiche sociali e della Salute, in materia di lavoratori della sanità privata aderenti al contratto collettivo nazionale Aris RSA e Aiop RSA.
Premesso che:
circa 200.000 lavoratori della sanità privata aderenti al contratto collettivo nazionale Aris RSA e Aiop RSA attendono il rinnovo del contratto: Aris RSA, cui fanno riferimento poco meno di 20.000 operatori, scaduto nel 2014, e Aiop sanità, contratto di riferimento per più di 180.000 lavoratori, scaduto nel 2020; la rivendicazione riguarda oltre 200.000 lavoratori della sanità privata che operano nelle diverse famiglie professionali: infermieri, operatori sociosanitari, educatori, terapisti della riabilitazione, oltre a coloro che si occupano dei servizi tecnici e amministrativi che concorrono al pieno funzionamento delle strutture; a gennaio 2024 era stato siglato un accordo ponte per unificare i due contratti, Aris e Aiop, e adeguare entro fine giugno gli stipendi degli operatori di settore, accordo che non ha avuto esito; in data 23 settembre le lavoratrici e i lavoratori delle strutture sanitarie e sociosanitarie private hanno proclamato una giornata di sciopero nazionale; in tutto il Paese hanno avuto luogo iniziative di mobilitazione che hanno dato vita a presidi molto partecipati e manifestazioni che, a detta delle organizzazioni sindacali più rappresentative del comparto, hanno registrato un'adesione senza precedenti; considerato che: l'aumento del costo della vita ha reso del tutto inadeguate le attuali retribuzioni; il confronto tra il salario di un infermiere che opera nel settore privato e il salario di chi opera nel settore pubblico rende evidente un'inaccettabile disparità di trattamento: a parità di lavoro le differenze retributive variano da 130 ad oltre 500 euro mensili a seconda dei profili e delle mansioni considerate; tale raffronto è riproponibile anche per le altre famiglie professionali presenti nei contratti di riferimento e riguarda anche altri istituti come il trattamento della malattia che in molte strutture private è riconosciuto solo in modo parziale; il ritardo nel rinnovo contrattuale alimenta ulteriormente la disparità salariale tra i dipendenti del settore sociosanitario pubblico e quelli che invece operano nel privato; le disparità salariali e normative tra lavoratrici e lavoratori che hanno le medesime mansioni appare particolarmente inaccettabile considerato che in molte Regioni, da anni, è stata nei fatti parificata l'offerta dei servizi sanitari, equiparando pubblico e privato, favorendo di conseguenza una crescita smisurata del secondo e garantendo enormi margini di guadagno agli imprenditori del settore, utili di bilancio che si basano anche sulle differenze salariali a fronte di prestazioni rimborsate al privato nella medesima misura prevista per il pubblico in questo senso appare del tutto incongrua la pretesa delle imprese che operano nella sanità privata, le cui associazioni di categoria si oppongono agli adeguamenti contrattuali chiedendo di vincolarli alla concessione da parte del Governo di un aumento delle risorse pubbliche nel settore.
L'interrogante chiede di sapere se i Ministri in indirizzo intendano convocare al più presto un tavolo istituzionale di confronto tra le parti e quali ulteriori iniziative intendano intraprendere al fine di assicurare al più presto il rinnovo dei contratti, corrispondendo alle richieste dei lavoratori e delle lavoratrici e dei loro sindacati.
Informarsi per informare per capire
Contratti bloccati da 11 / 14 anni.
Ciò purtroppo succede in molte realtà lavorative...come per esempio all'opera pia di Castelverde, ( e non solo vedasi le scuole professionali accreditate) che dal 2012 i lavoratori di questa benemerita,struttura aspettano il rinnovo del contratto lavorativo. Ma la cosa che più dispiace è che il blocco è dato dalla parte clericale Ente Aris presidente Padre Beber..
( 2.600 iscritti) è solidale con i lavoratori dell'opera pia di Castelverde e con tutti i lavoratori degli enti privati accreditati fra cui ( scuole professionali, ospedali , fondazioni ecc ) che stanno combattendo democraticamente per fare valere i propri diritti come in questo specifico caso che riguarda contratti non rinnovati da decenni Solo in Italia succede questo in una repubblica fondata sul lavoro Fatevi un profondo esame di coscienza. .
Comunicato sindacale
“Aiop e Aris non vogliono riconoscere il contratto ai dipendenti”
“Le promesse fatte non sono state mantenute, le trattative per il contratto unico delle Rsa e per il rinnovo di quello della sanità privata non partono. Il 23 settembre sciopereremo!”. È quanto annunciano FP CGIL, CISL FP e UIL FPL in riferimento ai dipendenti delle strutture nelle quali si applicano i contratti AIOP e (ARIS presidente Padre Beber).
Sanità privata e AIOP e ARIS RSA..
“Ci siamo più volte mobilitati, abbiamo scioperato e, tra ottobre e gennaio, abbiamo sottoscritto due accordi ponte per il settore delle Rsa con l’obiettivo di sottoscrivere entro giugno il contratto unico di settore, per mettere fine a 12 anni di blocco della contrattazione e interrompere il conseguente dumping contrattuale che mortifica chi lavora. Ad oggi la trattativa non si è aperta e viene vincolata alla garanzia di copertura delle risorse da parte del Ministero e delle Regioni”, spiegano i sindacati. E proseguono: “I dipendenti con contratto sanità privata Aris Aiop, invece, hanno visto riconosciuto un rinnovo contrattuale solo nel 2020 dopo 14 anni di blocco della contrattazione, dove riallineammo le loro retribuzioni a quelle della sanità pubblica allora in vigore. Ad oggi in sanità pubblica c’è stato un rinnovo del contratto (2019-2021) e si sono aperte le trattative per quello successivo (2022-2024). In sanità privata, invece, anche in questo caso le Associazioni vincolano il rinnovo alla copertura delle risorse”.
“Stiamo parlando di un comparto che conta centinaia di migliaia di lavoratrici e lavoratori che svolgono un servizio pubblico garantendo un diritto costituzionale: quello alla salute. Continua su:
Istituti religiosi sanitari, Padre Bebber: «Noi siamo servizio pubblico come gli ospedali»

Si è svolto a Roma a fine novembre il convegno celebrativo dell’Aris, associazione che raggruppa gli istituti religiosi di ambito sanitario. Era un incontro celebrativo perché se ne festeggiavano i 60 anni di vita (la nascita è del 1963) ma anche l’occasione per chiedere una maggiore attenzione del mondo politico. Padre Virginio Bebber, responsabile della casa di cura San Camillo, da 2 anni è anche presidente dell’Aris e dall’alto dei suoi 80 anni, non ha remore nel confrontarsi con i politici e nel lamentarsi se non gli danno ascolto. Il suo mandato scadrà a fine 2027: ha dunque ancora un po’ di tempo per farsi sentire. Spiega il padre camilliano: «Noi istituti religiosi siamo attori a pieno titolo del sistema sanitario nazionale e vorremmo che il nostro ruolo fosse più considerato. Il nostro contributo è oltremodo significativo: 270 strutture, 60 mila dipendenti, 40 mila posti letto. Tra gli associati della nostra associazione ci sono ospedali di prima grandezza: posso citare il Policlinico Gemelli di Roma, il don Calabria di Verona, la Poliambulanza di Brescia, la Fondazione don Gnocchi. In questo momento, se facciamo una panoramica, tutti i conti sono in rosso. Il deficit nasce da rimborsi inferiori del 15-20% rispetto al costo della prestazione. Dati che abbiamo verificato e presentato al ministro Schillaci. Fino a quando potremo resistere? Anche la nostra casa di cura San Camillo, a più riprese, ha avuto bisogno di un sostegno finanziario da parte dell’Istituto». (...)

Fonte Mondo Padano

GRAZIE MONS. NAPOLIONI










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