– VI AUGURO DI ESSERE ERETICI. Don Ciotti
Eresia viene dal greco e vuol dire scelta.
Eretico è la persona che sceglie e, in questo senso è colui che più della verità ama la ricerca della verità.
E allora io ve lo auguro di cuore questo coraggio dell’eresia.
Vi auguro l’eresia dei fatti prima che delle parole, l’eresia che sta nell’etica prima che nei discorsi.
Vi auguro l’eresia della coerenza, del coraggio, della gratuità, della responsabilità e dell’impegno.
Oggi è eretico chi mette la propria libertà al servizio degli altri. Chi impegna la propria libertà per chi ancora libero non è.
Eretico è chi non si accontenta dei saperi di seconda mano, chi studia, chi approfondisce, chi si mette in gioco in quello che fa.
Eretico è chi si ribella al sonno delle coscienze, chi non si rassegna alle ingiustizie.
Chi non pensa che la povertà sia una fatalità.
Eretico è chi non cede alla tentazione del cinismo e dell’indifferenza.
Chi crede che solo nel noi, l’io possa trovare una realizzazione.
Eretico è chi ha il coraggio di avere più coraggio.
Don Luigi Ciotti
QUAL È IL RAPPORTO CHE LA CHIESA HA CON IL POTERE?
01/12/2022 La Chiesa deve poter offrire un volto evangelico e alternativo dell’esercizio del potere
Riduci CarattereIngrandisci CarattereStampa La Pagina
Gaetano Piccolo
Si parla spesso di un cammino di conversione della Chiesa. Ascoltando le persone in diversi contesti, dalla vita religiosa ad altri ambienti ecclesiali, non posso che essere d'accordo e persino preoccupato per l'urgenza di questa conversione. Senza intraprendere questo cammino, rischiamo di compromettere ulteriormente la nostra credibilità e di tradire la nostra identità. Se dovessi indicare un punto da cui partire, lo individui nella gestione del potere o, diciamolo apertamente, nel rischio frequente di un abuso del potere. Si tratta cioè di convertirci nel nostro modo di esercitare l'autorità a tutti i livelli: dal superiore locale di una comunità religiosa, al parroco nella sua comunità parrocchiale, al vescovo nella sua diocesi e nel rapporto con i suoi sacerdoti.
L'esercizio dell'autorità è spesso fragile e proprio per questo può innescare situazioni dolorose. Il potere viene dato sempre per un servizio e la persona che lo riceve dovrebbe esercitarlo anche a costo di sacrificare se stessa. Al contrario, nei contesti ecclesiali il potere è usato molte volte come uno strumento di affermazione di se stessi, soprattutto quando chi lo esercita tenta di compensare, mediante il potere, la sua bassa autostima. Il potere viene usato a volte persino per realizzare vendette personali, un modo tribale per regolare i conti. Il potere diventa ancora più pericoloso quando si trova nelle mani di persone che lo utilizzano per compensare le proprie frustrazioni, esercitando sugli altri forme varie di violenza. È il caso del superiore o della superiora di una comunità religiosa in cui un suddito non riceve attenzione ai suoi bisogni primari o un parroco che esercita in modo dispotico la sua autorità nella comunità dei fedeli o di un vescovo che approfitta di una denuncia per regolare i conti con un suo prete. Il problema è che il potere si autogenera e viene quindi gestito all'interno di un cerchio molto ristretto: nelle congregazioni religiose per esempio i superiori sono molte volte sempre gli stessi e appartengono a un unico gruppo di potere.
La Chiesa è chiamata a offrire un volto evangelico e alternativo dell'esercizio del potere che non ricalchi le logiche umane. Trattandosi però di una via che comporterebbe la perdita di privilegio, credo sia difficile che questo cammino possa essere intrapreso rapidamente.
Fonte Famiglia Cristiana
I wish you to be heretics.
DON CIOTTI
THE CONSCIENCE
Heresy comes from the Greek and means choice.
Heretic is the person who chooses and, in this sense, he is the one who loves the search for truth more than truth.
And then I wish you this courage of heresy.
I wish you the heresy of deeds before words, the heresy that lies in ethics before speech.
I wish you the heresy of consistency, courage, gratuitousness, responsibility and commitment.
Today it is heretic who puts his freedom to the service of others. He who commits his freedom for those who are still not free.
Heretic is who is not satisfied with knowledge of second hand, who studies, who deepens, who puts himself in play in what he does.
Heretic is he who rebels against the sleep of conscience, and who does not resign himself to injustice.
Who does not think that poverty is a fatality.
Heretic is the one who does not give in to the temptation of cynicism and indifference.
Who believes that only in us, the ego can find a realization.
Heretic is who has the courage to have more courage.
Don Luigi Ciotti
WHAT IS THE RELATIONSHIP BETWEEN THE CHURCH AND POWER?
01/12/2022 The Church must be able to offer an evangelical and alternative face of the exercise of power
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Gaetano Piccolo
There is often talk of a journey of conversion of the Church. Listening to people in different contexts, from religious life to other ecclesial environments, I can only agree and even be concerned about the urgency of this conversion. If we do not take this path, we risk further undermining our credibility and betraying our identity. If I had to point a starting point, I would identify it in the management of power or, let’s say openly, in the frequent risk of abuse of power. It is a matter of converting ourselves in our way of exercising authority at all levels: from the local superior of a religious community, to the parish priest in the
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Eresia viene dal greco e vuol dire scelta.
Eretico è la persona che sceglie e, in questo senso è colui che più della verità ama la ricerca della verità.
E allora io ve lo auguro di cuore questo coraggio dell’eresia.
Vi auguro l’eresia dei fatti prima che delle parole, l’eresia che sta nell’etica prima che nei discorsi.
Vi auguro l’eresia della coerenza, del coraggio, della gratuità, della responsabilità e dell’impegno.
Oggi è eretico chi mette la propria libertà al servizio degli altri. Chi impegna la propria libertà per chi ancora libero non è.
Eretico è chi non si accontenta dei saperi di seconda mano, chi studia, chi approfondisce, chi si mette in gioco in quello che fa.
Eretico è chi si ribella al sonno delle coscienze, chi non si rassegna alle ingiustizie.
Chi non pensa che la povertà sia una fatalità.
Eretico è chi non cede alla tentazione del cinismo e dell’indifferenza.
Chi crede che solo nel noi, l’io possa trovare una realizzazione.
Eretico è chi ha il coraggio di avere più coraggio.
Don Luigi Ciotti
QUAL È IL RAPPORTO CHE LA CHIESA HA CON IL POTERE?
01/12/2022 La Chiesa deve poter offrire un volto evangelico e alternativo dell’esercizio del potere
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Gaetano Piccolo
Si parla spesso di un cammino di conversione della Chiesa. Ascoltando le persone in diversi contesti, dalla vita religiosa ad altri ambienti ecclesiali, non posso che essere d'accordo e persino preoccupato per l'urgenza di questa conversione. Senza intraprendere questo cammino, rischiamo di compromettere ulteriormente la nostra credibilità e di tradire la nostra identità. Se dovessi indicare un punto da cui partire, lo individui nella gestione del potere o, diciamolo apertamente, nel rischio frequente di un abuso del potere. Si tratta cioè di convertirci nel nostro modo di esercitare l'autorità a tutti i livelli: dal superiore locale di una comunità religiosa, al parroco nella sua comunità parrocchiale, al vescovo nella sua diocesi e nel rapporto con i suoi sacerdoti.
L'esercizio dell'autorità è spesso fragile e proprio per questo può innescare situazioni dolorose. Il potere viene dato sempre per un servizio e la persona che lo riceve dovrebbe esercitarlo anche a costo di sacrificare se stessa. Al contrario, nei contesti ecclesiali il potere è usato molte volte come uno strumento di affermazione di se stessi, soprattutto quando chi lo esercita tenta di compensare, mediante il potere, la sua bassa autostima. Il potere viene usato a volte persino per realizzare vendette personali, un modo tribale per regolare i conti. Il potere diventa ancora più pericoloso quando si trova nelle mani di persone che lo utilizzano per compensare le proprie frustrazioni, esercitando sugli altri forme varie di violenza. È il caso del superiore o della superiora di una comunità religiosa in cui un suddito non riceve attenzione ai suoi bisogni primari o un parroco che esercita in modo dispotico la sua autorità nella comunità dei fedeli o di un vescovo che approfitta di una denuncia per regolare i conti con un suo prete. Il problema è che il potere si autogenera e viene quindi gestito all'interno di un cerchio molto ristretto: nelle congregazioni religiose per esempio i superiori sono molte volte sempre gli stessi e appartengono a un unico gruppo di potere.
La Chiesa è chiamata a offrire un volto evangelico e alternativo dell'esercizio del potere che non ricalchi le logiche umane. Trattandosi però di una via che comporterebbe la perdita di privilegio, credo sia difficile che questo cammino possa essere intrapreso rapidamente.
Fonte Famiglia Cristiana
I wish you to be heretics.
DON CIOTTI
THE CONSCIENCE
Heresy comes from the Greek and means choice.
Heretic is the person who chooses and, in this sense, he is the one who loves the search for truth more than truth.
And then I wish you this courage of heresy.
I wish you the heresy of deeds before words, the heresy that lies in ethics before speech.
I wish you the heresy of consistency, courage, gratuitousness, responsibility and commitment.
Today it is heretic who puts his freedom to the service of others. He who commits his freedom for those who are still not free.
Heretic is who is not satisfied with knowledge of second hand, who studies, who deepens, who puts himself in play in what he does.
Heretic is he who rebels against the sleep of conscience, and who does not resign himself to injustice.
Who does not think that poverty is a fatality.
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https://www.shinystat.com/cgi-bin/shinystat.cgi?USER=cervigabriele
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Dedicato ai Politici e Amministrarori: i soliti IPOCRITI a nostro carico contributivo. Oltre ai vitalizi si sono pure inventati il 3 mandato per i governatori regionali e sindaci comunali..raddoppiando a tutti assessori compresi lo stipendio. Regalano bonus milionari e condonano ladri istituzionali compiacenti gaglioffi che li votano lasciando lavoratori onesti con buste paghe non degne di uno Stato civile. IN CONCLUSIONE LE NOSTRE TASSE SERVONO PER CONDONARE LADRI E PER REGALIE VARIE. AMEN.
Mia lettera al Direttore del Quotidiano La,Provincia di Cremona. Sabato 21 dicembre.
Egregio direttore,
gli auguri di Buon Natale e di un sereno 2025, vanno a tutti ma in particolare a coloro che lottano per il bene comune, Per i tanti lavoratori precari sottopagati sfruttati dai benpensanti di turno, Come cristiano vorrei pensare che siano accolte le legittime rivendicazioni dei tanti lavoratori che da decenni non vedono i loro stipendi aumentare in quanto i loro contratti sono bloccati, Mi riferisco in particolare ai dipendenti della case di riposo, delle scuole professionali, degli ospedali pubblici,
Che Dio illumini tutti i politici e gli amministratori che sono i veri responsabili di questa ingiustizia sociale e lavorativa.
Vorrei una Chiesa umile, non mondana e vicina ai poveri. Una chiesa dove chi entra possa rigenerarsi nello spirito e d
nell'anima per affrontare da cristiano nuove sfide e nuove battaglia per il bene di tutti. E' questa la Chiesa che vorrei la Chiesa di don Milani di San Francesco.
Gabriele Cervi
(Responsabile Centro Studi don Milani)
DIVENTAI UN BARBONE NEL 1994
QUANDO UN CERTO CLERO MANAGERIALE È
CONTRO I DIRITTI DEI LAVORATORI SANCITI DALLA COSTITUZIONE E DAL VANGELO..
CONTRATTI LAVORATIVI DA RINNOVARE SUBITO..12/ 14 anni sono indegni di uno stato di diritto, .
.Come può il Clero-Management tollerare, anzi bloccare tale legittimo rinnovamento. Poi si lamentano perché le chiese sono sempre più vuote..!!
Ciò purtroppo succede in molte realtà lavorative...come per esempio all'Opera Pia di Castelverde, ( e non solo vedasi le scuole professionali accreditate e altri numerosi Enti accreditati) dove dal 2012 i lavoratori di questa benemerita,struttura aspettano il rinnovo del contratto lavorativo. Ma la cosa che più dispiace ,è che il blocco ,è dato dalla parte clericale Ente Aris Presidente Padre Beber..
Presidente anche della casa di CURA S. CAMILLO DI CREMONA .
.TUTTO FUMO NIENTE ARROSTO. PARLIAMONE .
In attesa del contratto rinnovato. .Grazie al Vescovo Mons Napolioni.Fonte Quotidiano La Provincia di Cremona. Sabato 7 dicembre.
( 2.650 iscritti) è solidale con i lavoratori dell'opera pia di Castelverde e con tutti i lavoratori degli enti privati accreditati fra cui ( scuole professionali, ospedali , fondazioni ecc ) che stanno combattendo democraticamente per fare valere i propri diritti come in questo specifico caso che riguarda contratti non rinnovati da decenni Solo in Italia succede questo in una repubblica fondata sul lavoro Fatevi un profondo esame di coscienza. .
Blog sociale: cervigabriele.blogspot.com
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Comunicato sindacale
“Aiop e Aris non vogliono riconoscere il contratto ai dipendenti”
“Le promesse fatte non sono state mantenute, le trattative per il contratto unico delle Rsa e per il rinnovo di quello della sanità privata non partono. Il 23 settembre sciopereremo!”. È quanto annunciano FP CGIL, CISL FP e UIL FPL in riferimento ai dipendenti delle strutture nelle quali si applicano i contratti AIOP e ARIS sanità privata e AIOP e ARIS RSA.
“Ci siamo più volte mobilitati, abbiamo scioperato e, tra ottobre e gennaio, abbiamo sottoscritto due accordi ponte per il settore delle Rsa con l’obiettivo di sottoscrivere entro giugno il contratto unico di settore, per mettere fine a 12 anni di blocco della contrattazione e interrompere il conseguente dumping contrattuale che mortifica chi lavora. Ad oggi la trattativa non si è aperta e viene vincolata alla garanzia di copertura delle risorse da parte del Ministero e delle Regioni”, spiegano i sindacati. E proseguono: “I dipendenti con contratto sanità privata Aris Aiop, invece, hanno visto riconosciuto un rinnovo contrattuale solo nel 2020 dopo 14 anni di blocco della contrattazione, dove riallineammo le loro retribuzioni a quelle della sanità pubblica allora in vigore. Ad oggi in sanità pubblica c’è stato un rinnovo del contratto (2019-2021) e si sono aperte le trattative per quello successivo (2022-2024). In sanità privata, invece, anche in questo caso le Associazioni vincolano il rinnovo alla copertura delle risorse”.
“Stiamo parlando di un comparto che conta centinaia di migliaia di lavoratrici e lavoratori che svolgono un servizio pubblico garantendo un diritto costituzionale: quello alla salute. Continua su:
2802 / 2000
Don Milani Study Centre
Awaiting the renewal of the contract. Thanks to Bishop Mgr. Napolioni.Source Daily La Provincia di Cremona. Saturday, December 7.
Don Milani Study Centre
( 2,600 subscribers) is in solidarity with the workers of the Castelverde Opera and all the workers of private accredited bodies including ( vocational schools, hospitals, foundations etc ) who are fighting democratically to assert their rights as in this specific case that concerns contracts not renewed for decades Only in Italy this happens in a republic based on labor Make yourself a deep examination of conscience. .
Social blog: cervigabriele.blogspot.com
......502.200 views
This unfortunately happens in many working realities...as for example at the Opera pia of Castelverde, (and not only see the accredited vocational schools) that since 2012 the workers of this well-deserved structure are waiting for the renewal of the employment contract. But the thing that most regrettably is that the block is given by the clerical part Institute Aris president Father Beber..
Trade union statement
"Aiop and Aris do not want to recognize the contract to employees"
"The promises made have not been kept, negotiations for the single contract of the RSA and for the renewal of that of private health care do not start. On September 23 we will strike!". This is what FP CGIL
QUANDO UN CERTO CLERO MANAGERIALE È
CONTRO I DIRITTI DEI LAVORATORI SANCITI DALLA COSTITUZIONE E DAL VANGELO..
INFORMARSI PER INFORMARE PER CAPIRE
Dossier Formigoni. IL PAPA RE.
FORMIGONI IL CELESTE.
IL TESORETTO DELLE CASE DI RIPOSO . (ma aggiungo di molti altri Enti accreditati come scuole, professionali, fondazioni ospedali) DOVE SE NON CI FOSSERO CONTRIBUTI PUBBLICI (SOLDI DI ONESTI LAVORATORI E ANCHE OPERATORI DI QUESTE MEDESIME STRUTTURE SUPER TASSATI CON STIPENDI BLOCCATI DA DECENNI ) QUESTI ENTI COSÌ DETTI BENEMERITI, sfruttando il pubblico denaro, ( per alcuni nel privato) si arriva a profitti di milioni di euro .. Questa discrepanza economica -salariale si è potuta realizzare grazie al pluripregiudicato Formigoni che per la Sua disonestà si prende pure il vitalizio.
Strada facendo le ISTITUZIONI, I POLITICI invece di porre un corretivo legislativo a questa INFAMIA lavorativa hanno preferito optare per un bacino elettorale sicuro lasciando i lavoratori di questi Enti ( classificati di serie B) alla discrezionalità di tanti padri padroni che hanno posto in essere negli anni una discriminazione lavorativa che non ha eguali in tutta Europa.
Il paradosso è che Il SISTEMA usa le tasse di questi poveri lavoratori per rigenerarsi e per mantenere LO STATUS QUO' creando UNA DISPARITÀ LAVORATIVA CLIENTELARE BASATA SU FAVORITISMI E RACCOMANDAZIONI NON DI MERITO che ha permesso ai ricchi di diventare più ricchi e i poveri sempre più poveri. Si stima in Italia che la povertà sia cresciuta enormemente circa 5 milioni di persone . I POLITICI hanno impoverito il paese abusando e sfruttando i lavoratori . AMEN.
Per quanto tempo ancora si potrà tollerare tutta questa ingiustizia??
Gabriele Cervi
Responsabile Centro Studi Don Milani
Il papa re
PUNTATA DEL 04/11/2012
SOCIETÀ
di Alberto Nerazzini
Formigoni cade dopo quasi diciotto anni di governo, travolto da un'onda giudiziaria senza precedenti. Chi è, chi è stato, cosa sarà Formigoni, ma soprattutto: che cosa è il Sistema Lombardia?
Roberto Formigoni, il presidente di Regione più longevo d’Italia, cade dopo quasi diciott’anni di governo ininterrotto perché un’onda giudiziaria senza precedenti travolge lui, la sua giunta e il Consiglio. È l’epilogo di una legislatura sciagurata, nata con lo scandalo delle firme false per la presentazione della lista Formigoni e che in soli due anni e mezzo è riuscita a offrire un compendio davvero variegato di inchieste e accuse di reato, «una sorta di olimpiade della corruzione, o comunque della malversazione e della cattiva politica», per usare le parole del consigliere di opposizione Civati. Ma la fine dell’ennesima legislatura formigoniana segna anche l’epilogo dell’uomo politico? Oppure Formigoni è già pronto per una nuova stagione? Magari con un nuovo partito?
L’inchiesta «Il Papa Re» racconta il fenomeno politico Formigoni, tornando alle origini del movimento ecclesiale di Comunione e Liberazione fondato da Don Giussani e racconta il suo braccio politico, il Movimento Popolare creato proprio da Formigoni. Parla dei rapporti poco noti tra CL e Berlusconi, con testimonianze inedite. Racconta gli sviluppi delle nuove inchieste che lo riguardano o lo sfiorano, ritorna su quelle chiuse del recente passato. Perché «Il Papa Re» indaga anche sull’entourage di Formigoni, sugli uomini del Presidente che erano indagati ieri e sono indagati oggi; esplora il riservato e misterioso mondo dei memores domini, l’associazione di monaci laici a cui da 42 anni appartiene Formigoni e che raggruppa i ciellini dedicati totalmente a Dio, nel rispetto della promessa di obbedienza, povertà e verginità.
L’inchiesta di Report in onda domenica 4 novembre, realizzata da Alberto Nerazzini, indaga su un sistema politico e di potere che supera i confini della Lombardia, con le sue ramificazioni nel sistema economico, nell’educazione, e con la sua decennale trasversalità. Con interviste inedite, per esempio, svela i protagonisti dell’ultima inchiesta della Procura di Milano che coinvolge i vertici della Compagnia delle Opere di Bergamo e, ancora una volta, sfiora il «Papa Re».
Formigoni perde la causa contro Report e viene condannato anche per lite temeraria
Importante sentenza a difesa dei giornalisti contro la sempre più diffusa tendenza di presentare querele con finalità intimidatorie, o quantomeno come strumento di pressione per cercare condizionale il lavoro di chi deve informare i cittadini.
Il Tribunale civile di Milano ha condannato per "lite temeraria" l'ex presidente della Regione Lombardia, Roberto Formigoni, il quale dovrà risarcire due giornalisti di Report, Milena Gabanelli e Alberto Nerazzini, da lui trascinati a giudizio dopo una puntata della trasmissione televisiva d'inchiesta andata in onda nel 2012, dal titolo “Il Papa re”, nella quale si raccontava la carriera politica di Formigoni
Formigoni, senatore di NCD Nuovo Centro Destra, dovrà pagare 5mila euro a titolo di risarcimento, ex articolo 6 del codice di procedura civile:
il giudice Martina Flamini ha accertato che i fatti oggetto della cronaca giudiziaria e della critica politica contestati da Formigoni sono veri e sono stati esposti in modo continente, e quindi ha "assolto" i due giornalisti.
Contestualmente ha ritenuto che l'ex presidente della Lombardia abbia agito con "colpa grave" e lo ha condannato per lite temeraria. Si tratta di una delle prime sentenze di questo tipo in Italia. I due giornalisti sono assistiti dall'avvocatessa Caterina Malavenda..
La sanità, Formigoni e i ladri di galline
DI VITTORIO EMILIANI
4 APRILE 2020
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L’imperturbabile assessore lombardo alla Sanità, Giulio Gallera, assicura la sera che tutto va bene. Contemporaneamente muoiono medici e infermieri, anziani e meno anziani, e il presidente Attilio Fontana chiede aiuto gridando di “essere stato lasciato solo”. L’impoverimento e il concomitante ipersfruttamento privatistico di patrimoni tipicamente collettivi come quello delle reti sanitarie nasce in Lombardia dal potere esercitato per più legislature dal prima dc e poi berlusconiano Roberto Formigoni detto “il Celeste”, acriticamente ammirato e portato ad esempio anche fuori dal bel ciel di Lombardia.
Ricordate nel film di Nanni Moretti la nave della Lega che discende un Po ormai maestoso verso la foce? Un’idea di forza e di potenza impressionante. Dietro la quale, per fortuna, c’era ben poco se qualche ora più tardi bastò una signora veneziana a sbertucciare l’Umberto sventolando il tricolore da una finestra sulle Rive e lui non trovò di meglio che dirle di cacciarlo nel cesso.
Dietro a quel Bossi c’era in Lombardia, non più come dc ma come berlusconiano, el Virginùn, il vero potente di Comunione e Liberazione, il Roberto Formigoni, il Celeste, sempre casto e però come pochi vocato a feste, crociere, lussi, ad apericene con improbabili giacche rosa o arancio, e agli affari sostanziosi. Celeste, un soprannome datogli da amici brianzoli, intanto azzurro come i Berluscones e poi un po’ orientaleggiante no? Lui è stato il vero “inventore” della privatizzazione della sanità pubblica lombarda già ottima in realtà prima delle Regioni. “Che differenza c’è”, chiede ancora Matteo Salvini protervo dal video, “se i meridionali vengono a curarsi in Lombardia e vanno chi negli ospedali e chi nelle cliniche private?” Non conosce, o finge di non conoscere, la differenza fra politica sociale e mercato? Fra gratuità e profitto?
“Il sistema sanitario lombardo è al collasso. Ci hanno lasciati soli”, continua a ripetere pateticamente il presidente (lasciamo perdere i “governatori”) della Lombardia, Attilio Fontana, varesotto. L’ospedale civile della sua città – sul quale feci una inchiesta prima della regionalizzazione – era uno splendido ospedale. Come quello della vicina Lecco. Nulla avevano da invidiare per la parte generale ai Policlinici Universitari. Sanità al collasso per tante ragioni. Ma anche perché ha dato troppo spazio ai privati ovunque c’era del “burro” da portare a casa. Formigoni è stato già condannato per corruzione (dalla Cassazione) a 5 anni e 10 mesi, ma è stato domiciliato in convento dove possa pregare ed espiare. Anche se gli pende sul capo un altro processo: ha davvero dirottato 200 milioni a strutture private? Un ladro di galline sarebbe in galera. Viva l’Italia garantista..
Le case per anziani convenzionate con la Regione ieri erano pascoli grassi. Oggi – non isolate per tempo come fortini – forniscono bollettini funebri agghiaccianti e ai loro operatori mancano persino le mascherine. Alla faccia dell’efficienza della sanità lombarda e di tante altre efficienze così ostentatamente vantate. Non volevano forse un altro bel po’ di autonomia per distinguersi meglio nel “buongoverno”?



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